Molto spesso l’approccio a Google Analytics è quello di fare un “giretto” senza avere un preciso obiettivo di analisi. Si guardano grafici, numeri, percentuali, metriche di ogni tipo ma senza trarre alcuna conclusione. Ci si accontenta di verificare se un trend è stabile o se il numerino sulla frequenza di rimbalzo è “basso”. Poi si chiude. Niente di più sbagliato. Cerchiamo di capire perché!

Prima di aprire l’account Google Analytics bisogna innanzitutto chiarire il “cosa analizzare” e il “perchè”.
L’approccio corretto è partire da delle domande legate ad un micro o macro obiettivo: chi sono gli utenti che non convertono? Perchè?

Ma andiamo per gradi e cerchiamo di capire come dare un senso a quei 15 minuti di esplorazione nel nostro account di Google Analytics.

Il giusto approccio all’utilizzo di Google Analytics

La prima cosa da far è quella di analizzare bene e singolarmente i vari ambiti di esplorazione.
I report su Google Analytics rappresentano il nostro funnel, niente di così semplice!

  • Pubblico: chi sono i nostri utenti?
  • Acquisizione: da quali sorgenti provengono?
  • Comportamento: come si comportano sul nostro sito web?
  • Conversioni: quante conversioni ho ottenuto dai miei investimenti?

Il consiglio è di partire sempre dall’overview (panoramica) dei vari reports, escludendo il segmento “Tutti gli utenti” e analizzandoli in modo più granulare attraverso la segmentazione degli utenti.

Google Analytics permette di segmentare in modo dettagliato “tutti gli utenti” del nostro sito web. Esistono delle segmentazioni di sistema già costruite e che sono solo da utilizzare (es. utenti converter, utenti con rimbalzo e senza rimbalzo ecc..) ma esistono anche segmentazioni personalizzate, sicuramente più interessanti e quelle che preferisco.

Ora, l’obiettivo di questo post non è quello di approfondire il concetto di segmentazione ma di suggerire il giusto approccio all’utilizzo di Google Analytics. In questo momento ti basta sapere che la segmentazione consente di creare gruppi di utenti con caratteristiche simili.

Quindi prima di aprire Analytics parti sempre dalla domanda: Cosa voglio misurare? Perchè?

Vediamo di seguito alcuni esempi.

Esempi di esplorazione dei report su utenti segmentati

Ecco alcuni esempi di esplorazione dei report su Google Analytics basate sulle segmentazioni.

Ricordati: ogni segmento rappresenta sempre il tuo punto di partenza. Tutti i report visualizzeranno sempre e soltanto i dati su questo segmento!

Approfondire un segmento

Partiamo da una analisi semplice. Spesso potremmo avere la necessità di “approfondire” un segmento di utenti analizzandone il pubblico, i canali di acquisizione, il comportamento e le conversioni.

Ad esempio, creando un segmento di “utenti che rimbalzano” possiamo capire meglio il loro comportamento, le principali pagine di rimbalzo e fare una ipotesi sulle cause in modo da intervenire con delle azioni correttive.

Ti ricordo che l’analisi dei dati su Google Analytics è una pura analisi quantitativa che consente di scoprire dove è il problema. Per analizzare il perchè è necessario fare delle analisi qualitative.

Fare dei confronti tra segmenti

Un’analisi interessante è quella di creare 2 segmenti da mettere a confronto:

  • utenti converter vs non converter
  • utenti mobile vs utenti desktop
  • utenti con rimbalzo vs utenti senza rimbalzo
  • ecc …

Confrontando i segmenti, potremmo evidenziare delle differenze. L’analisi circoscritta a pagine strategiche (es. categorie prodotto, landing page, ecc…), ad esempio, potrebbe mettere in evidenza dei forti rimbalzi di utenti mobile rispetto a quelli desktop. Chiediti: perchè? Magari devi migliorare la UX del sito mobile?

Analizzare i Trend

Un’altra analisi interessante potrebbe essere quella dei trend di un segmento di utenti in un arco temporale esteso. Ad esempio, analizzando un segmento di utenti converter in un periodo di 12 mesi potrebbe aiutarci ad individuare trend in salita o in discesa: quali sono i periodi in cui ho avuto un calo / incremento di conversioni? Perché?

Analizzare l’efficacia di una campagna (es. su Google Ads o Facebook Ads)

Hai realizzato una campagna su Google o Facebook Ads e vuoi approfondire il comportamento degli utenti sulla pagina di destinazione (landing page)? Potrebbe essere interessante creare un segmento di utenti da Google Ads con pagina di destinazione la nostra landing page.

Dopo aver creato il segmento si potrebbe analizzare l’intero funnel:

  • pubblico (chi sono?)
  • acquisizione (ovviamente in questo caso avremo come unico canale/mezzo Google/Ads)
  • comportamento (come si comportano? Ho un drop-off elevato sulla landing page?)
  • le conversioni (in che modo la mia campagna Google Ads ha contribuito alle conversioni, quante volte compare nel processo di acquisto?).

Questi sono solo alcuni esempi, ma possiamo avere tante altre casistiche da analizzare, basta solo un pò di fantasia e spirito critico!

Conclusione

Evita “giretti” inutili senza un obiettivo chiaro. Chiediti sempre: perchè devo aprire Google Analytics? I rischi di avventurarsi in giretti inutili sono 2:

  • perdite di tempo senza una vera “lettura” dei dati
  • non essere nelle condizioni di effettuare interventi migliorativi con cognizione di causa.
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